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DIDJINOZ 2009 - FESTIVAL DI MUSICA AUSTRALIANA
Recensione di Jack AzzarĂ (www.jackazzara.eu)
“DIDJINOZ 2009 - FESTIVAL DI MUSICA AUSTRALIANA” Luogo: Forlimpopoli Data: 10-11-12 Luglio 2009 Report a cura di: Jack Azzarà Arhenm Land chiama Italia... e Forlimpopoli risponde con il ruggito di decine di Yidaki provenienti da ogni angolo d'Europa. Dal 10 al 12 Luglio 2009 il piccolo paese della Romagna è stato l'epicentro di un’esplosione vibrazionale... l'edizione estiva del Didijnoz è tornata! Come per tradizione il festival si è svolto all'interno della Rocca tranne la prima serata che, causa maltempo, è stata tenuta nel teatro Verdi adiacente alla Rocca. Venerdì sera il festival ha avuto l'onore di essere aperto dallo spettacolo di Djalu Gurruwiwi e del suo clan. La loro performance è stato eseguita in versione ridotta a causa del ritardo con cui è iniziata per i problemi derivanti dal maltempo. Djalu ha 75 anni e una paralisi parziale al volto, ma sul palco, dopo essere partito un po’ in sordina, ha fatto sentire tutta la potenza del suo Yidaki che unito alle danze e ai canti ha dato una grande sensazione di vitalità e ancestralità . Le movenze dei ballerini erano veramente belle e magnetiche, in particolare gli occhi avevano un espressività incredibile! Dopo Djalu sono saliti sul palco i Tam Tam Flute un gruppo di 5 elementi formato da: Paride Russo al didgeridoo - Costantino Brigiadori ai flauti - Ornella D'urbano alla tastiera - Fabrizio Fabiani al basso - Nico Mazza alle percussioni e batteria. La musica proposta dai Tam Tam Flute era di stampo jazzistico con influenze etniche, rock e pop. Ho trovato il loro spettacolo molto bello e coinvolgente. Oltre all'ottima performance di Paride Russo al didgeridoo, ho apprezzato particolarmente l'utilizzo dei vari flauti da parte di Costantino Brigiadori, nonostante molte persone a tratti lo abbiano trovato invadente. La serata si è conclusa con i Mitumba, duo composto da Andrea Ferroni e Lorenzo Giorda aka Lord Theremin. La loro performance, composta di 14 pezzi, presentava diversi brani di didgeridoo solo, tre pezzi di didgeridoo + Theremin e un paio di brani sperimentali eseguiti da Andrea Ferroni con sax ed effetti elettronici generati da loop station, pedaliere e altre diavolerie elettroniche. Andrea Ferroni ha ancora una volta mostrato con quale estrema precisione e pregevole senso stilistico sia capace di suonare l'albero che canta, mentre Lord Theremin ha dato un’ottima dimostrazione di quale incredibile congegno musicale sia il Theremin. Sabato mattina e pomeriggio si sono tenuti i seminari di Djalu sulle tecniche tradizionali NEAL e di Andrea Ferroni. I seminari si sono svolti all'interno della Rocca, in uno dei torrioni; luogo sicuramente bello ma meno adatto dell’agriturismo "La Quercia". La seconda serata musicale ha avuto inizio con un grande bis di Djalu e del suo clan. Questa volta la loro performance è stata eseguita per intero o meglio Djalu è stato quasi trascinato giù dal palco. Veramente incredibile l'energia e il calore sprigionato dagli aborigeni! Dopo Djalu hanno suonato i Marcabru presentando sei brani del loro repertorio. I Marcabru sono formati da: Fiorino Fiorini al didjeridoo, dan moi, tromba marocchina, kalimba Fabio Briganti al violino, bouzouki, voce - Marie Rascoussier al basso elettrico, voce, dulcimer e Fiorenzo Mengozzi alla batteria, percussioni. La perfetta definizione della musica proposta dal quartetto è data dal titolo del loro primo album "Folk Randagio". Ho visto dal vivo diverse volte i Marcabru e ho ascoltato tantissimo il loro primo cd ma rimango sempre sorpreso di come il didgeridoo sia stato cosi bene amalgamato insieme agli altri strumenti. Il terzo a salire sul palco, al suo esordio assoluto in Italia è stato il mito Ondrej Smeykal. Molti didge-lover tra cui il sottoscritto, dopo averlo ascoltato migliaia di volte su YouTube e su cd, sono finalmente riusciti ad assistere ad un suo spettacolo dal vivo. Ondrej, causa lo scarso tempo a disposizione ed a una lunga intro da sogno (dove ha ricreato il rumore del mare) ha eseguito solo 6 brani del suo repertorio, i quali hanno comunque dato ampia dimostrazione della sua incredibile bravura, originalità e padronanza nel suonare il tubo magico. Ondrej insieme a Mike Jackson e aggiungo (anche se piuttosto staccati) Gauthier Aube e il nostro Stefano Focacci hanno fatto sentire (al momento del loro esordio) un nuovo approccio nel suonare il Didgeridoo. Infine Ondrej dal vivo è decisamente meglio che su cd. I suoi album sono datati 2004 e 2006, e anche il virtuoso ceco ha fatto dei miglioramenti della pubblicazione dei i suoi 2 album; soprattutto il 2nd e 3rd Toot sono eseguiti in modo più preciso e pulito. Il festival si è concluso con lo show degli A.A.R.A ovvero Ansgar Stein, Ali Andress, Roman Buss e Alex Mayer. Il quartetto tedesco-austro-svizzero ha proposto un mix di musica pop, rock, etnica con movenze anni 80. Oltre dieci gli strumenti utilizzati tra cui didgeridoo, corno svizzero, bassotuba, tastiere, tamburi a cornici e percussioni varie. Non sono naturalmente mancate pedaliere, loop station e altri congegni elettronici. Forte anche l'impatto visivo del gruppo, tutti vestiti di bianco, occhiali da sole e Ansgar con una specie di copricapo arabo. Il festival come di consuetudine si è concluso di Domenica con il seminario di Ondrej Smeykal a cui hanno preso parte circa 20 persone. Il Didjinoz è risorto e l'ha fatto in grande stile! Meno spettacoli ma tutti di altissima qualità . Se non è stato fatto il tutto esaurito poco ci mancava e finalmente una grande partecipazione dei suonatori “navigati”; anche i workshop hanno avuto una grande affluenza. Solo due gli aspetti di cui molte persone sono rimaste un po’ scontente. La mancanza di un luogo di ritrovo comune come l'agriturismo "La Quercia" e ancora una volta l'assenza dell' open stage. Sia chiaro che tutte le persone con cui ho parlato sono rimaste ampiamente soddisfatte del festival e anche a nome loro ci tengo a ringraziare l'organizzazione per quanto ha realizzato. Lunga vita e prosperità al Didjinoz! Recensione a cura di Jack Azzarà www.jackazzara.eu Jack.azzara@yahoo.it
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