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Wild Marmalade |
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Ritmi trascinanti ed energici, a tratti sfrenati, quelli prodotti dai Wild Marmalade, trio australiano proveniente da Byron Bay, nella costa orientale dell’Australia, composto da Si Mullumby al didjeridu, Matt Goodwin e Matt Ledgar alle percussioni e alla batteria. Il trio rappresenta il fortunato incontro di tre musicisti virtuosi. Il suono tagliente e percussivo del didjeridoo suonato nel personalissimo stile di Si Mullumby si fonde con i ritmi intensi ed esplosivi di batteria e percussioni creando, senza l’uso di effetti e di campionatori, una musica tutta da ballare caratterizzata da ritmi scatenati e gioiosi che richiamano quelli della musica techno (ma tutta suonata live) che rapiscono il pubblico.
Il trio australiano collabora con il Cirque du Soleil a Las Vegas e a Montreal, e ha fatto tour in Giappone, Europa, Usa e naturalmente Australia.
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Mark Atkins |
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Di per sé, Mark Atkins può a buon diritto essere considerato uno dei migliori suonatori di didjeridoo al mondo, un autentico maestro e virtuoso dello strumento. Mark Atkins (di sangue misto aborigeno e irlandese) discende dal popolo degli Yamitji, del Western Australia ed è ben noto in tutta l'Australia come personaggio eclettico e poliedrico: oltre che formidabile suonatore e costruttore di didjeridoo, è infatti anche eccellente narratore di storie legate alla tradizione aborigena, nonché compositore, cantautore, pittore, batterista e chitarrista (in alcune parti dei suoi show suona la chitarra contemporaneamente al didjeridoo, utilizzando per quest'ultimo un apposito sostegno). Si è esibito in tutto il mondo, suonando con musicisti quali Robert Plant, Jimmy Page dei Led Zeppelin, Philip Glass, e molti altri. Solitamente utilizza didjeridoo piuttosto sottili e il didjeribone, e quando parte in velocità lascia letteralmente sbalorditi (ascoltate City Circle su Rhythms From The Outer Core per capire... ). Una delle sue specialità è una vocalizzazione gutturale, una sorta di "kuk! kuk!", di formidabile efficacia ritmica; in effetti, dal punto di vista delle vocalizzazioni Atkins non ha praticamente rivali.
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Masala JMC |
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Quattro musicisti dai differenti background si incontrano con l’idea di contaminare le proprie esperienze. La ricerca di nuove sonorità è spesso l’obiettivo di molti artisti, ma i Masala JMC conferiscono unicità al loro lavoro con la vena etno che li ha distinti in tutto il loro percorso.
Il Didjeridu, le Tabla, il Gunja Cajon, e tanti altri strumenti dal sapore etnico, suonati dal vivo, si sposano in un bilanciamento tra la cultura centro europea della musica elettronica e le diverse culture da cui provengono gli strumenti utilizzati. La loro musica non dimentica di tingersi delle sonorità jazz morbidamente integrate con gli altri riferimenti musicali vestiti da un onirico ambiente elettronico. La sfida di questa band è stata quella di puntare alla contaminazione come veicolo e non come obiettivo. Il risultato? E’ un viaggio tra diverse culture in un meta territorio connotato da sapori, paesaggi e colori che evocano quello che i Masala Jmc amano definire come: our own electro world.
Angelo Catullo electronics, keyboards
Uno dei fondatori degli Xango con i quali si esibisce come special supporter in tour internazionali di Wailers, Salif Keita, Manu Dibango, Third World, Yellow Man e Al Anderson. Dal 1991 ha prodotto due Lp e tre singoli con Helter Skelter e Sony. Attualmente è impegnato come produttore e dj.
Lorenzo Niego didjeridu
Fra i primi suonatori di didjeridu italiani, è da sempre alla ricerca di inedite contaminazioni tra il suo strumento e più vari generi musicali. Dal 1995 ad oggi ha collaborato con Almamegretta, 99 Posse, Garrison Fewell, Daniele Sepe, Orchestra del Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli, Maurizio Capone & Bungt Bangt ed altri.
Guglielmo Eboli percussions
Percussionista poliedrico e dallo stile personalissimo. Attualmente si dedica alla composizione di
musiche per spettacoli teatrali in ambito internazionale e collabora con la UFIP, la Sennheiser e la Shertler nella ricerca di un'amplificazione ideale dei gunja cajones da lui brevettati e costruiti.
Elisabetta Serio piano, keyboards
Studi classici e jazz. Nel 1997 suona con Joe Barbieri, Antonio Onorato, Pippo Matino e Sergio di Natale come supporto al Pino Daniele Tour. Con la Nini Band nel 2003 fa da supporto a Noa. Suona nell’orchestra di Antonello Cascone della RAI, con il coro Gospel "David" di Torino, con partecipazioni quali Vinnie Colaiuta, Paul Jackson, Abraham Laboriel.
masala jmc’s new cd
info e contact:
+39 338 1820278
www.masalajmc.com
info@masalajmc.com
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Del Barrio & Didj |
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Del Barrio e’ un trio di musicisti argentini che si incontrano nel 2002 per progettare un viaggio musicale nettamente sudamericano, così a partire dal 2005 decidono di lasciare alle spalle tutti tipi di impegni e salire su questo treno con un solo obiettivo: “trasmettere alle generazioni future il suono vivo della nostra terra”. Del Barrio Trio & Didj rapprenda il fortunato incontro fra le sonorità tipiche argentine e il didjeridoo australiano suonato da Fiorino.
Hilario Baggini:
quena, quenacho, flauto di pan, sikus, tarka, tollo, flauto traverso, sax tenore, charango, ronroco, bichito cordobèz, chitarra, voce. Andres Langer:
piano, keyboards, tarka, caja coplera, voce.
Pepo Bianucci:
batteria, bombo erdano, cajon erdano, udu drums, caxixi, percussione varie,
Fiorino Fiorini:
didjeridoo
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Minimal Acustic Band |
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Il gruppo MAB (Minimal Acoustic Band) trio di Barcellona che si esibisce in un repertorio che tocca e combina stili diversi (etnico, bit, elettronico, minimalista, tribale, roots, techno, reggae, dub, funky) creando atmosfere sonore allegre, misteriose e coinvolgenti anche grazie all’utilizzo di più svariati strumenti provenienti da diverse parti del mondo (didgeridoo, clave, shaker, caxixi, berimbao, cajón, fischi, congas, gong, piatti, hang , fujaras… fusi con la tecnologia digitale dosata con stile e originalità. |
Tam Tam Flute |
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Il gruppo nasce nel 1998 grazie all'incontro casuale, durante serate musicali nei vari locali della zona. Dei singoli componenti che decidono di unire i loro strumenti alla ricerca di suoni e musiche nuove e particolari. Complesso di 5 elementi (didjeridoo, percussioni, flauti, tastiere e basso) dalle originali composizioni dove si fondono e incrociano ritmi ancestrali con elementi moderni di generi diversi.
Paride: didjeridoo
Costantino: fiati
Nico: percussioni
Luca: basso
Ornella: tastiere
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Aurea |
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Alena Leja e Ilja Sibbor, sono gli Aurea, duo proveniente da Stoccarda, che con il loro originale progetto sperimentale, bypassano migliaia di anni di tradizione musicale fondendo il suono basso e arcaico del didjeridoo, l’antico strumento degli Aborigeni d’Australia, con il suono intenso e limpido di una voce femminile che canta pezzi di musica sacra tradizionale medievale e rinascimentale. Il connubio, seppur inconsueto, appartenendo a tradizioni culturali molto diverse e distanti, risulta armonioso e funziona.
L’autenticità di questa combinazione sta nel risultato della connessione fra la tradizione e una spontaneità viva e non nell’esatta riproduzione di temi musicali. Questo attraversamento di confini porta naturalmente a nuove possibilità di creazioni sonore e forme espressive grazie anche all’uso dell’elettronica e di effetti digitali. Un ponte che unisce il vecchio mondo al nuovo, la musica antica a quella moderna, il mondo acustico a quello digitale. Alena Leja: canto (musica sacra medievale e rinascimentale). Ilja Sibbor: didjeridoo, trombe , corni tibetani, effetti elettronici.
Alena Leja
La mezzo soprano Alena Leja, nativa delle Repubblica Ceca, inizia i suoi studi al Conservatorio Jaroslav Jezek di Praga dove studia canto con Livia
Aghova. Studia anche direzione di coro e musica pedagogica alla Università di Karls. Ha lavorato e inciso dischi con molti Ensamble diversi come "Musica Florea", "Capella Regia Musicalis" e "Karmina" Prague. Si è esibita in concerti nella Repubblica Ceca, Francia e Belgio. Si è trasferita a Stoccarda nel 1998 dove ha iniziato la sua carriera come cantante free lance ed ha continuato i suoi studi di canto con Carmen Mammoser, oltre ad avviare collaborazioni con Frieder Bernius nel "Kammer-chor Stuttgart". E’ membro del collegio "Collegium Vocale Gent" (Ph. Herrweghe), del "Solistenensemble Stimmkunst" sotto la direzione di K. Johannsen, e canta con l’“Ensemble Officium”(W. Rombach).
Nel Luglio 2003 è stata ospite del Ludwigsburger Schlossfestspiele con
"Consor-tium Classicum Detmold".
Ilja Sibbor
Dopo aver completato gli studi di scultura all’Accademia d’Arte di Stoccarda, inizia a studiare canto armonico con vari insegnanti e dal 1992 si dedica all’apprendimento del didjeridoo con maetri quali D. Blanasi, S. Kent, G. Giri, C. Mcmahon. Dal 2003 studia violino cinese (er-hu) con il musicista Zhenfang Zhang. Si esibisce in concerto con il didjeridoo dal 1995 (Kunstakademie Stuttgart, Landesgartenschau Ostfildern, Lindenmuseum Stuttgart, Ulmer Zelt, Burg Stettenfels, Schlosskellar Marbach, Senckenbergmuseum Frankfurt, Peterskirche Vaihingen-Enz, oltre che in varie gallerie, chiese, grotte, cantine e garage). Oltre che musicista Ilja è maestro di Tai Chi ed ha fondato una scuola sua a Stoccarda(Tai Chi Akademie Stuttgart). I suoi attuali progetti musicali: MUNDSTUECK, concerto solista (il didgeridoo incontra l’elettronica)solo-CD MUNDSTUECK www.sibbor.de; SHIVA SOUND SYSTEM (didgeridoo incontra sax e DJ) CD SHIVA SOUND SYSTEM www.shivasoundsystem.de; DIDGERIDOO e PERCUSSIONI concerti in acustica con Jost Pogrzeba (percussioni); AUREA – Musica medievale e didgeridoo con Alena Leja (voce)- CD AUREA.
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Macadamia Music Project |
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Il Macadamia Music project nasce negli ultimi mesi del 2002 quando due didgeridoo e due djembe si ritrovano in una sala prove ad improvvisare e jammare insieme quasi per caso. La fusione fra i ritmi africani del djembe e le vibrazioni del didgeridoo riescono subito ad amalgamarsi e a creare atmosfere sonore originali. Il lavoro di sperimentazione si evolve cominciando a creare dei veri e propri brani originali dove le percussioni dialogano coi didgeridoo suonati con stile molto ritmico. Ilario Vannucchi è l'ideatore del sito didgeridoo.it divenuto col tempo un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati del didgeridoo. Molto conosciuto in Italia, suona al premio chatwin nel 2003, in duo con Stefano Focacci all'interno della rassegna "Griots - Musiche dal mondo" a Firenze. Il suo stile si rifà ad artisti che lo hanno piacevolmente impressionato come Alan Dargin tra i tanti, non è legato ad uno stile in particolare, il risultato è un alternarsi di brani ogni volta diversi che ben si sposano con le sonorità dei Macadamia M.P. Stefano Abbruzzo nasce nel 1977 a Milano, dove vive e lavora. All'età di 18 Anni prende lezioni di chitarra dal Maestro Roberto Sili. Nel corso degli Anni conosce Andrea "Masta" Tognetti con il quale si fonderà emotivamente, trovando un perfetto equilibrio per un duo chitarra e djembe. Col tempo il "Masta" gli infonde l'Arte di scandire il Tempo sul djembe. L'incontro col didjeridoo è stato casuale, grazie al viaggio in Australia del fratello Francesco. Cristian Pannega è nato nel 1978 a Milano. Il suo percorso musicale comincia da ragazzino con lo studio delle percussioni africane e indiane che lo portano a sviluppare un buon senso ritmico che lo aiuterà nell'approccio al didjeridoo. Cristian è uno degli ideatori del Macadamia Music Project di cui fa parte suonando il didje, strumento che suona dal 2001. Il suo stile spazia da sonorità che ricordano molto lo stile aborigeno al funky più sfrenato. Andrea Tognetti inizia le sue esperienze musicali nell'adolescenza, come batterista in vari, improbabili gruppi del rock progressivo milanese. Raggiunta la maturità abbandona progressivamente lo strumento fino a quando in una folgorazione mistica durante un raduno di figli dei fiori scopre che esiste una percussione africana che si chiama Djembe. Prende poi confidenza con lo strumento suonando in piazza con Stefano, che a sua volta si dibatte tra la chitarra acustica ed il Djembe. Raggiunta la veneranda età di 30 anni incontra sul lavoro Cristian, scopre che è pazzo quasi quanto lui e che suona strani rami di legno cavi che vibrano.
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